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'La Foresta Umbra č patrimonio mondiale dell’UNESCO'

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La Foresta Umbra ospita un grande numero di specie animali

Ebbene si, la Foresta Umbra è patrimonio mondiale dell’UNESCO. La notizia è da poco trapelata nei corridoi istituzionali dell’ente Parco del Gargano, che ovviamente forniranno nota ufficiale con un dovuto comunicato stampa. Inserita un anno fa nella lista per il riconoscimento UNESCO, la Foresta Umbra è nota per la sua variegata flora e fauna, con bellezze primarie invidiate da tutto il.mondo. Il riconoscimento si è ottenuto grazie alle azioni messe in campo dal Parco del Gargano.

Foresta Umbra (fonte wikipedia)
La riserva naturale Foresta Umbra è un’area naturale protetta posta all’interno del Parco Nazionale del Gargano. Si estende nella zona centro-orientale del Gargano, a circa 800 metri di altitudine. Il nome “umbra”, deriva dal latino: cupa, ombrosa, come allora, e come in parte oggi, appare.
Territorio
Il territorio della riserva occupa un’area di circa 400 ettari.[1] La foresta è stata divisa in quattro zone più o meno concentriche: la zona A, la zona B, la zona C e la zona D.
Zona D: Questa zona è quella di maggior tolleranza dal punto di vista ambientalistico, in quanto è la zona dei paesi compresi nella foresta
nella zona C è interdetto l’ingresso ai veicoli a motore pur essendo possibile circolare liberamente;
la zona B comprende poi la parte più incontaminata della Foresta Umbra, dove è severamente vietato produrre rumori molesti, alzare la voce o avere comportamenti che possono essere percepiti in qualche modo dalla popolazione animale;
infine la zona A è il cuore nascosto della foresta, è inaccessibile al pubblico e vi si riproduce la maggior parte degli animali.
Comuni
La Foresta Umbra si estende nei comuni di:
Vico del Gargano,
Monte Sant’Angelo,
Vieste,
Carpino,
Peschici.

Flora
Floristicamente vi si possono distinguere tre zone: quella superiore della faggeta (84% circa di faggi, in misura minore aceri, carpini ecc.); quella intermedia della cerreta (cerri e altre querce circa 45%, faggi 21%, poi carpini, aceri, tigli ecc.) e quella bassa del bosco mediterraneo con lecci e specie minori. Lo scenario che la foresta offre in autunno è spettacolare, quando le foglie degli alberi si tingono dei tipici colori caldi.
Un albero caratteristico della foresta Umbra è il leccio di Vico del Gargano, un albero di almeno 300 anni sito davanti la chiesa Francescana di Vico del Gargano. Non si sa di preciso quando sia stato piantato, ma l’unica certezza è che il Frate che pose il seme (trovato vicino ad un abbeveratorio), Fra Nicola da Vico, morì nel 1719, in età avanzata, da cui si può dedurre che il leccio sia plurisecolare. Nel 1934, durante una tempesta, un grosso ramo cadde, lasciando un vuoto visibile ancora oggi. La chioma dell’albero ha raggiunto anche i 50 metri e la circonferenza è di circa 5 metri.
Zappino dello Scorzone
Lo Zappino dello Scorzone è un albero monumentale di oltre 700 anni situato nel terriotio tra San Menaio e Peschici. Si tratta di un pino d’Aleppo il cui tronco presenta una circonferenza di circa 5 metri , ed un’altezza che supera i 20 metri.
Insieme allo Zappino di don Francesco è considerato tra i pini d’Aleppo più grandi e antichi di’Italia.
Tasso
Diffuso nella foresta Umbra è l’albero del tasso (Taxus baccata). È un albero che preferisce vivere in solitudine dai suoi simili, in quanto le sue radici tendono a soffocare la vegetazione circostante. Il tasso è detto anche “albero della morte”, poiché da esso si ricava un veleno mortale, la tassina, che ha effetto narcotico e paralizzante sull’uomo e su alcuni animali; è mortale in quanto anche se ingerita in piccole quantità blocca la respirazione. Esiste una leggenda che vuole la tassina usata dal principe Federico II di Svevia per uccidere le sue amanti scomode. Nonostante l’elevata pericolosità, dalla tassina si ricava il farmaco tamoxifene. Il tasso ha un legno particolarmente elastico usato anticamente per la produzione degli archi.
Fauna
La Foresta Umbra ospita un grande numero di specie animali. Possiamo infatti trovare lepri, scoiattoli, fagiani e piccoli roditori oltre a cinghiali, caprioli, picchi e donnole. Nel folto è possibile anche avvistare il cervo. Comuni sono anche daini, volpi, tassi e gatti selvatici, questi ultimi predatori astuti e con abitudini elusive. Molte specie di uccelli tra le quali il corvo, la gazza, la capinera, l’usignolo, il pettirosso e il merlo. Numerosi sono i rapaci sia diurni come lo sparviero, il nibbio, l’astore e la poiana, sia notturni come il grande gufo reale,l’allocco, la civetta ed il barbagianni. Recentemente, alcune fototrappole, messe nelle zone più interne della foresta hanno dimostrato la presenza del lupo appenninico. Nelle foto scattate si intravede una coppia di lupi, della quale la femmina, ha le mammelle gonfie, segno che è nel periodo dell’allattamento e che sta allevando dei cuccioli. Il ritorno del lupo, non solo sul Gargano, ma ancora prima sulla Murgia barese può essere spiegato con l’efficacia delle misure di protezione attuate dallo Stato che stanno facendo aumentare la popolazione di lupo. Il piu importante carnivoro italiano, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha recuperato i territori dai quali era stato eliminato nei due secoli precedenti, tornando a svolgere il suo prezioso ruolo di predatore al vertice della piramide trofica.
Attività
I prodotti principali delle attività legate al bosco sono rappresentati dal legname, soprattutto di faggio.
(A cura di Nico Baratta, Monte Sant’Angelo 07.07.2017)

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